Il termine dilettante indica, in senso lato, chi svolge un'attività per diletto e senza scopo di lucro oppure senza una specifica competenza (con quest'ultimo significato è a volte usato in senso dispregiativo).
In senso più stretto viene generalmente usato per indicare l'atleta che gareggia in uno sport a titolo gratuito (non professionista), o al massimo ricevendo un rimborso spese. Fino ad alcuni decenni fa la partecipazione ai Giochi olimpici era riservata unicamente ai dilettanti: i professionisti erano esclusi. Vi furono talvolta casi di atleti squalificati dai Giochi olimpici per "professionismo": il più famoso fu Jim Thorpe, medaglia d'oro nel pentathlon e nel decathlon ai Giochi del 1912. Le medaglie gli furono revocate quando si scoprì che aveva giocato, stipendiato, in una piccola squadra di baseball, e gli vennero restituite solo nel 1983, molti anni dopo la sua morte. Un altro caso fu quello dell'italiano Carlo Airoldi, che nel 1896 si recò da Milano ad Atene coprendo gran parte del percorso a piedi (!) per prendere parte alla maratona olimpica, ma gli fu impedito di partecipare in quanto aveva disputato (e vinto) alcune gare con premi in denaro. Anche Mark Spitz nel 1972 dopo aver vinto sette ori nel nuoto rischiò di essere squalificato per avere esibito durante una premiazione le scarpe di una nota azienda.
Oggi vigono in materia regolamenti diversi per i vari sport. Alcuni esempi:... continua su wikipedia